Il Regalo Nascosto nel Natale

C’è un regalo nel Natale che quasi mai viene scartato e rimane ogni anno ignorato sotto l’albero. E’ un regalo strettamente legato al significato più profondo di questa notte che forse ci permette di cogliere gli aspetti più simbolici e autenticamente umani di questa ricorrenza. Vediamo insieme come. Nella tradizione Cristiana del Natale, Dio manda suo figlio Gesù nel mondo per dare l’opportunità agli uomini di riscattarsi dal “peccato originale”, dando inizio sulla terra a una nuova era di amore, perdono e consapevolezza. Il Vecchio Testamento ci racconta infatti, che i nostri poveri e ignari progenitori, Adamo ed Eva, invece che godere del dono di tutta la divinità che Dio aveva loro concesso creandoli a Sua immagine e somiglianza e mettendo a loro disposizione l’intero paradiso terrestre, commettono l’imperdonabile leggerezza di disobbedire all’unica prescrizione ricevuta, che era quella di astenersi dal mangiare il frutto dell’albero della Conoscenza, a Lui riservato. Il prezzo di questa disobbedienza è la cacciata dei due poveretti dal Paradiso Terrestre e la conseguente caduta nel mondo materiale. Adamo, Eva e i loro discendenti, la progenie umana, precipitano letteralmente nelle limitazioni e nel dolore della vita corporea. Ma la loro peggiore condanna sarà l’ignoranza della loro origine Divina, accompagnata da una eterna nostalgia del paradiso perduto. In termini simbolici la caduta dal Paradiso rappresenta dunque la momentanea separazione dalla nostra natura Divina. La sofferenza degli esseri umani sta tutta nell’incapacità di riunire la conoscenza e l’esperienza del mondo materiale con la loro dimensione trascendente e spirituale, della quale dimenticano perfino l’esistenza. Da qui l’origine del loro sentirsi perennemente incompleti e insoddisfatti e di una condizione di sofferenza che accompagna l’intero ciclo dell’esistenza. Cosa succede a questo punto? Dopo migliaia di anni, quando questa sofferenza arriva all’insopportabilità, ecco che Dio decide di offrire al genere umano una straordinaria opportunità riparativa. E per farlo manda sulla terra una parte di Sé, suo figlio Gesù, detto appunto ‘Il Salvatore’, un essere che sarà umano e Divino a un tempo, venuto per risvegliare negli uomini il ricordo e la consapevolezza della loro origine. Gesù testimonierà in seguito agli attoniti esseri umani la loro natura spirituale, per troppo tempo rimasta estranea alla loro coscienza. Attraverso la sua testimonianza di vita, l’amore si esprime nel suo significato più alto, che è il risveglio della capacità riparativa, un dono che gli uomini sembrano aver dimenticato per l’impossibilità di assumere la responsabilità dei loro peccati e delle loro colpe. Gesù è capace di perdonare e lo dimostra in più occasioni. Ma soprattutto invita gli uomini a perdonare se stessi e rinascere in una nuova dimensione spirituale. Il Natale è dunque l’occasione per comprendere la nostra origine divina e riscoprire quanto di spirituale c’è da sempre in ognuno di noi. E questo è il regalo più grande che possiamo fare a noi stessi nel corso di questa ricorrenza, indipendentemente dell’appartenenza a questa o a quella religione, ricordando che le nostre  capacità di amare, riparare, perdonare sono intatte dentro di noi. E che solo così possiamo dare un senso profondo alla nostra esistenza e al nostro passaggio su questa terra.

Buon Natale

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