L’Infelicità è una cattiva abitudine

Mi occupo di felicità da molti anni e in modi diversi, prima di tutto come psicologo, poi come artista e infine come ricercatore. Occuparsi di felicità vuol dire in primo luogo conoscere bene e profondamente il suo opposto. E quello che ho scoperto studiando perchè le persone sono spesso infelici, frustrate o depresse, (il che purtroppo ormai riguarda soprattutto il mondo occidentale che vive i più elevati livelli di comfort e benessere) non è relativo ad eventi oggettivi, ma alla modalità con cui noi rispondiamo agli eventi negativi che ci accadono o ci circondano. Quando rispondiamo negativamente ad eventi negativi, la causa non è nella nostra volontà di farci del male, ma negli apprendimenti causati da eventi sfavorevoli accaduti nella nostra vita, che hanno creato una sorta di risposta automatica o una personalità reattiva. Questa personalità, questo Avatar che vive insieme al nostro vero sé, trova scontata e naturale la risposta di infelicità, frustrazione o depressione che, si è abituata a dare alle circostanze. Per semplificare posso dirvela cosí: l’infelicità è una cattiva abitudine. Punto. La buona notizia e che gli esseri umani sono le uniche creature in questo universo capaci di auto-osservazione e quindi consapevolezza, oltre che di libero arbitrio, ovvero la capacità di decidere la direzione dei propri pensieri, dei propri sentimenti, delle proprie emozioni e delle proprie azion, praticamente rispetto a ogni cosa. Ricercare la felicità invece che indulgere nell’infelicità, nel vittimismo, nell’impotenza, nella frustrazione e nella depressione, è quindi più un’attitudine che si può apprendere e conquistare come qualsiasi altra cosa che è nelle nostre facoltà umane. Naturalmente questo non è un processo automatico. Non mi accontenterò di una tua opinione in proposito. Se vuoi perdere peso devi iniziare una dieta, se vuoi un corpo più atletico devi sottoporti a lunghe e costanti sedute di attività fisica. Dunque, per essere una persona diversa da quella che sei, soprattutto se sei spesso infelice, frustrato o depresso, devi fare la stessa cosa: applicarti nel cambiamento e capire che hai sempre una scelta. Naturalmente il tuo Avatar, la tua personalità reattiva, non vorrà saperne di uscire di scena e lasciare il campo a un TE diverso, fiducioso, positivo, grato e ottimista anche di fronte a cause avverse. E quindi protesterà affermando che sei una vittima delle circostanze e che ci sono cose nella vita dalle quali non si può sfuggire e che sei “costretto” a provare quello che provi. Troverà mille motivi per resistere e giustificare a te e al mondo le ragioni oggettive della tua infelicità. Purtroppo devo smentirti per il tuo stesso bene. Ho conosciuto persone che hanno reagito in modo sorprendente perfino a lutti e tragedie inimmaginabili, trovando in questi eventi, non auspicabili, un punto di svolta nelle loro esistenze. Puoi farlo anche tu, in qualsiasi momento. Ma ricordati che dovrai essere persistente come un atleta. Fino a quando perderai l’abitudine di essere quello che non ti piace.

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